Il simpatico caso del “del righello che sprofonda nella roccia”. ![]()

Fotografando fossili di bivalvi in Val d’Agola.
Il piccolo righello di legno si usa per segnalare le dimensioni degli oggetti rappresentati. Mentre scattavo mi sono detto: “il riferimento numerico è sottosopra, ma non lo sposto, poi ruoterò la foto” e così ho fatto. L’effetto si vede nella prima fotografia: il cervello degli esseri umani (soprattutto di chi utilizza sistemi di scrittura da sinistra a destra e dall’alto verso il basso) condivide la tendenza a percepire le ombre come generate da una luce che si trova in alto a sinistra rispetto al punto di vista dell’osservatore.
E’ un’effetto chiamato “Top-Left Light Bias”, ben noto a chi si occupa di cartografia o DTM: una sorta di pregiudizio percettivo del cervello umano.
Così ruotando la fotografia originale (che ovviamente è la seconda immagine) di 180 gradi il mio righello sembra “affondato” nella roccia e i gusci dei bivalvi passano dall’altorilievo al bassorilievo.
