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La Valle del Tresca, terra della perdita
La valle della perdita
Mi capitato di dover documentare questo cantiere per conto di una associazione. Costruiscono un altro bacino per l’innevamento artificiale. Ci ho girato intorno per un giorno intero, scattavo e sentivo crescere in me un sentimento di disagio che può somigliare alla brutta sensazione di essere costretti a bere qualcosa di amaro, un liquido che lascia in gola un qualcosa che non si riesce ad ingoiare: la punta della solastalgia.
“Solastalgia” è un termine che deriva dalla pratica clinica e dall’osservazione dell’australiano Gleen Albrecht, docente di sostenibilità, che ha inventato il termine per indicare il senso di malessere, di scoramento, di irreparabile perdita che invade le persone quando l’ambiente in cui vivono è stato violato, distrutto, abbandonato. Secondo il suo inventore, questo neologismo significa: «La nostalgia di casa che si prova pur essendo ancora a casa».
Una parola coniata originariamente per gli abitanti della Hunter Valley nel nuovo Galles del Sud dove l’industria estrattiva delle miniere a cielo aperto ha smantellato l’ecosistema, obliterato la campagna e distrutto la geografia affettiva degli abitanti, generando un conflitto fra coloro che si sono arricchiti con la vendita del carbone, e coloro che hanno perduto per sempre il luogo a cui sentivano di appartenere, e per il quale è rimasta in loro una nostalgia incolmabile, un sentimento di perdita definitiva.











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