Risacca

[…] come chiama e chiamerà sempre quel rumore di onde che vanno e vengono, che si fondono in tutt’uno dall’infinita quantità di singoli rumori secchi e singoli suoni, di sussurri e sciabordii sibilanti e colpi netti; un rumore infinitamente ricco nella sua monotona uniformità, sempre nuovo e sempre importante, che chiama e con il suo richiamo chiama ancora e ancora, sempre più forte e sempre più potente. E’ il rumore della risacca, tutto composto di linee verticali, spezzato come una cattedrale gotica, mai monotono mai noioso […] sempre nuovo, sempre eloquente.

Pavel Florennskij – ai miei figli – memorie di giorni passati

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