
Percorrendo la facile (ancorché esigua) crestina che porta verso la cima Ghez (alle spalle del fotografo) abbiamo trovato dolci condizioni meteorologiche: al di sopra di noi l’azzurro pieno del cielo e i residui stracciati di nubi sottili passate nella notte; la luce del sole filtra e riscalda i versanti, provocando la risalita di aria umida, ma la linea di condensazione è più in basso: possiamo osservare la genesi di centinaia di nubi convettive. Una atmosfera che con un (bel) po’ di fantasia si potrebbe associare ad un’opera di Magritte.
E invece è reale, cielo e terra confinano in questo punto.