“Nella notte il vento ha spinto le piogge e le nubi altrove. Dall’alba ho camminato solo e a lungo, nei boschi alti e oltre il limite della vegetazione il maestrale gelido ha mutato l’acqua in un velo di ghiaccio duro e poi in candida neve, ha sbriciato i cristalli su ogni superfice. Tutto sembra rigido e immobile. Ma il piccolo lago oltre il crinale ha conservato quel tanto di calore che basta per mantenersi liquido, ancora per un poco; un liquido scuro che mi ha sorpreso: pareva essere denso e pesante. Ho affondato le mani nell’acqua gelida scoprendola invece limpida e chiara. Chi se la sente di correre incontro al proprio desiderio e guardare fino in fondo di cosa è fatto? Chi è capace di stare li davanti per vedere cosa succede? Non voglio voltarmi indietro. Dove l’orizzonte è libero, posso finalmente allungare lo sguardo.”
S. Roi – “Il passo, il ghiaccio e altri eventi al confine degli imperi”
