
Un fiume è un fiume (profilo oggettuale). Si trova qui o lì (posizionalità); è lungo e largo così e così (cosalità). Ma se quel fiume fosse, per dire, “L’Arno a Rovezzano”, che scorre nello sguardo di Eugenio Montale, forse vedremmo anche noi nel fluire liquido “l’immagine del tempo”, la “nullità inesorabile” e contrastivamente “l’acqua che pensa a se stessa”. Allo stesso modo se il fiume si chiama Gange o Rubicone, Scamandro o Acheronte o Nilo corsi d’acqua a vario titolo sacri per un tempo o per qualcuno, la faccenda cambia i significati mutano, le interpretazioni seguono percorsi diversi e, di riflesso, le pragmatiche, ossia gli atti territoriali conseguenti, prendono altri sentieri.
Angelo Turco – La Territorialità come bene comune.