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Sommario
L’estetica dell’infinita lentezza
“Alla pietra attribuiamo la forza di tenere a bada il tempo, di opporsi alle sue rivendicazioni (cippi di confine, lapidi, monumenti, statue), ma ciò è vero solo in rapporto alla nostra mutabilità. Osservata nel contesto più vasto del quadro geologico la pietra è vulnerabile al mutamento come qualsiasi altra sostanza. I “Principì” di Lyell e le altre opere di geologia che li seguirono aprirono gli occhi del XIX secolo all’emozionante passato segreto della terra. L’immaginario collettivo cominciò ad apprezzare l’estetica dell’infinita lentezza, i mutamenti avvenuti nel corso delle ère.”
“Il grande libro di pietra” – Robert Mcfarlane.



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