Landscape

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Le Odle


“[…] Conosco degli uomini che hanno scalato faticosamente un’alta montagna scorticandosi le mani e i ginocchi, sfiancandosi nell’ascesa per raggiungere la vetta prima dell’alba ed abbeverarsi nella profondità della pianura ancora azzurrina, come si cerca l’acqua di un lago per dissetarsi. E una volta lassù, si siedono e guardano e respirano. Il loro cuore scoppia di gioia, e trovano così un supremo rimedio ai loro disgusti. Forse essi osservano nauseati, come dalle sbarre di una prigione, il bricco, gli utensili da cucina, le lagnanze delle mogli, la ganga quotidiana che può essere un volto letto in trasparenza e costruire l’essenza delle cose, ma che talvolta diventa una pesante tomba e li imprigiona. Allora essi fanno provvista di vastità e riportano nelle loro case la beatitudine che vi hanno trovata. E la casa non è più la stessa perché in qualche luogo esiste una pianura sul far del giorno e il mare.
Perché tutto si apre su qualcosa di più vasto di noi. Tutto diviene sentiero, strada e finestra su qualcosa che è diverso da noi.”

Antoine de Saint Exupéry – Cittadella


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La fotografia di paesaggio in montagna è un genere esigente e non facile: il fotografo deve fare i conti con la difficoltà di realizzare un’immagine che restituisca la maestosità, la ricchezza di vita, la vastità e la complessità dell’ambiente d’alta quota.
Per non mancare il suggestivo “appuntamento con la luce” è necessario conoscere i sentieri, saper calcolare la lunghezza delle tappe e delle soste, avere esperienza e famigliarità con il territorio. Avvicinare la montagna da questa prospettiva con metodo e magari anche un pizzico di fortuna è davvero una attività appagante.

 

 

 

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